Magrini Pompeo di Grisogono

 
I caduti della Grande Guerra-Magrini Pompeo

 

Magrini Pompeo compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale. 
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.

 
 

Magrini Pompeo

di Grisogono
Nato a Monterenzio nel 1881, dimorante a Monterenzio

soldato della 122° Batt. Milizia Territoriale
morto per meningite tubercolare nell'ospedale "Convitto" di Cividale il 9 agosto 1916.
Mugnaio.
Ammogliato, lascia tre orfani, un maschio e due femmine.


Note di aggiornamento 4 agosto 2020:

Magrini Pompeo, di Grisogono e Grandi Maria, nacque il 1 giugno 1881 a Rignano nella casa sita al civico n° 15. Sull'atto di nascita è registrato con "i nomi di Pompeo, Mariano, Luigi".

n data data 1 gennaio 1905, nel comune di Casalfiumanese, sposò Berti Celsa e dalla loro unione nacquero tre figli: Nella, Ilario e Giuseppina.

Pompeo faceva parte del 122º Battaglione della Milizia Territoriale. Morì il 9 agosto 1916.

Morì il 9 agosto 1916, "alle ore antimeridiane 8 e 30 minuti". L'atto di morte, trasmesso dall'ospedale in cui era ricoverato, pervenne al Comune di Cividale il 10 agosto 1916 e fu trascritto nell'apposito registro il 2 settembre successivo.

Dal 10 giugno 1923 i suoi resti sono tumulati nel cimitero di Villa di Sassonero.

 


 

La storia di Pompeo è una di quelle che, nonostante gli sforzi profusi nella ricerca d’archivio, ha lasciato alcuni interrogativi: un piccolo enigma storico risolto solo in parte.

Sulla sua scheda personale, conservata nell'Archivio dell'Ufficio per le Comunicazioni alle Famiglie dei Soldati di Terra e di Mare, presso la Sezione di Bologna, sono specificate la causa della morte e il luogo del decesso. Morì per meningite tubercolare nell’Ospedale “Convitto” di Cividale.

Partendo da questo dato, ho intrapreso una ricerca per identificare meglio l’unità sanitaria nella quale morì Pompeo.

È necessario precisare, prima di tutto, che i documenti sanitari e gli atti di morte dell’epoca, indicano tale struttura con diciture diverse: Ospedale Convitto, Collegio-Convitto e Ospedale Collegio.

La presenza di tutte queste varianti, riferite alla stessa struttura, è dovuta al fatto che il complesso assunse, a partire dalla sua fondazione, diverse intitolazioni istituzionali e, nel linguaggio allora corrente, continuava a essere identificato semplicemente come "il Convitto" o "il Collegio".

La struttura che ospitò l'ospedale era l'antico monastero di Santa Chiara, adattato nel corso del tempo a diverse funzioni. Il monastero venne soppresso nel 1792. Divenne poi scuola per sottufficiali e fu successivamente utilizzato come struttura militare. Nel 1876 divenne Convitto, nel 1882 Collegio-Convitto Jacopo Stellini e, nel 1890, per Regio Decreto, Convitto Nazionale. Con l'apertura del fronte Isontino, il Convitto Nazionale di Cividale fu requisito per essere adattato a svolgere la funzione di ospedale militare, entrando così a far parte della rete sanitaria del Regio Esercito, a supporto delle formazioni che operavano sul fronte dell'Isonzo.

Nel 1916 a Cividale operavano nove ospedali: sei erano avevano una capienza di cento letti, tra questi, appunto, il collegio-convitto; due erano gestiti da personale della Croce Rossa e uno dal Sovrano Ordine Militare di Malta, con dotazione iniziale di cento letti, ma che giunse, a seconda delle necessità, a contenerne anche centottanta.

La ricerca ha, infine, fornito una risposta.

L'ospedale dove morì Pompeo era dunque quello che a Cividale era comunemente chiamato “collegio-convitto", gestito dalla 4ª Compagnia di Sanità di Genova, con la matricola n. 033. Nel 1916 fu attivo per sei mesi, da luglio a dicembre.

Fu uno dei tanti ospedali di retrovia, predisposti per curare feriti e ammalati.

Resta però un dettaglio che non sono ancora riuscito a chiarire. L’ospedale “Collegio” non compare in nessuno dei Bollettini Ufficiali del Ministero della Guerra che ho potuto consultare fino ad ora.

La ricerca, quindi, non è conclusa.