I caduti della Grande Guerra-Salvardi Silvio
Salvardi Silvio compare nell'elenco dei caduti scolpito nella lapide che si vede guardando in alto a destra, posta nell'atrio che si trova appena varcato il portone d'ingresso del palazzo comunale.
In essa sono elencati i soldati morti per malattia contratta in servizio di guerra.
(*) Dai documenti in mio possesso, Silvio risulta essere deceduto il 24 novembre a Budrio, “nella Casa Sanatoria frazione C. Al n. 284 II°".
L’atto di morte, fu compilato dall’ufficio di stato civile di Budrio il 26 novembre 1916 e giunse al comune di Monterenzio, dove fu trascritto nel registro degli atti di morte in data 29 novembre 1916.
Silvio era nato a San Lazzaro di Savena il 30 settembre 1884 da Luigi e da Grandi Anna. Aveva sposato Grandi Pia, dalla quale aveva avuto un figlio.
Alcune note sul 135° Reggimento di Fanteria, unità militare nella quale fu inquadrato Salvardi Silvio.
NB: Il testo sotto riportato è stato estrapolato dalla pubblicazione del Ministero della guerra, Stato maggiore centrale, Ufficio storico, Brigate di fanteria: riassunti storici dei corpi e comandi nella guerra 1915-1918, Roma, Libreria dello Stato, 1924-1929, in 8 volumi.
(**): La trascrizione del riassunto dedicato alla Brigata Campania è limitata alle pagg. 307, 308, 309 e 310, che comprendeno gli anni 1915 e 1916; per quest'ultimo è stata riportata solo la parte fino al mese di novembre, mese nel quale è morto Salvardi Silvio, all'età di 32 anni.
Trascrizione del riassunto storico della Brigata Campania; pagg. 307-310.
BRIGATA CAMPANIA
(135° e 136° FANTERIA)
Costituita il 1° marzo 1915: il comando di brigata ed il 136° dal deposito
deI 64° fanteria: il 135° dal deposito del 32° fanteria.
(**) Anno 1915
La brigata, partita in ferrovia da Salerno e Avellino, si raccoglie il 12 giugno nella zona Risano-Lanzacco alla dipendenza della 27ª divisione. Il 24 è inviata, per via ordinaria, nella zona Medea-Borgnano ed il 5 luglio in quella a sud di S. Valentino. Di qui il 135° con due battaglioni e destinato a S. Canziano inviando l'altro battaglione a Porto Rosega (Monfalcone) disposizione del comando della 13ª divisione. Il 12 il 136° è schierato in linea nel settore di Ronchi, passando alla dipendenza della 14ª divisione. Il 19 luglio ha inizio l'azione per la conquista di M. Sei Busi ed i reparti della « Campania » svolgono le loro prime azioni di guerra agendo contro le munite posizioni delle quote 111 e 118 che vengono raggiunte col concorso delle unità laterali. Fino al 22 agosto continua nel settore della brigata un'avanzata metodica che, sebbene ostacolata dal nemico, mette in grado i reparti di realizzare qualche vantaggio territoriale specie verso la q. 70.
Il 24 agosto la « Campania», sostituita in linea, è inviata nella zona fra Persereano e Percotto per riposare e riordinarsi.
Il 23 settembre è trasferita, per via ordinaria, nel settore Korada-Kambresko, assumendone la difesa il 28, in sostituzione delle brigate Spezia e Firenze. In questo nuovo settore essa compie soltanto azioni dimostrative e tentativi di passaggio dell'Isonzo in diversi punti della sua fronte, allo scopo di distrarre l'attenzione avversaria dalle azioni che si svolgono nei settori laterali. Il 1° dicembre la brigata è di nuovo spostata: il 135° col comando di brigata si porta a Vipulzano ed il 136° prima a Quisca e poi ad Oslavia di fronte alla q. 188. Il comando della brigata assume, il 3 dicembre, la difesa del settore di Oslavia avendo ai suoi ordini reparti dei reggimenti 70°, 73° e 111°. Il 13 dicembre si trasferisce al « Lenzuolo Bianco » ove rileva il comando della brigata Ravenna nella difesa del settore di Oslavia, rimanendovi sino alla fine dell'anno.
(**) Anno 1916
Sostituita dalla brigata Novara, il 10-11 gennaio la « Campania » si reca a riposo nella zona di Tre Buchi, ma il 15 è richiamata in linea ad Oslavia per concorrere ad un attacco che la brigata Novara si accinge a sferrare per riprendere una posiziono occupata dal nemico verso q. 188 e la seletta di Oslavia.
Il terreno perduto è in gran parte riconquistato, ma il nemico, dopo varie prove infruttuose, tento, col favore della nebbia, all' imbrunire del 24 gennaio, di rioccupare le trincee della selletta di Oslavia, una parte delle quali cadono in suo possesso, nonostante i disperati sforzi della brigata che il 25 è ritirata dalla linea e raccolta a S. Floriano, dopo di aver subito un migliaio di perdite. Il 28 gennaio essa si trasferisce fra S. Andrat e Ruttars e di qui, il 29, a Manzano.
Nei giorni 8 e 9 febbraio è spostata nella zona Pozzecco - Villa Caccia - Nespoledo - Zompicchia, passando alla dipendenza della 10ª divisione.
In detta zona permane fino al 4 aprile, allorché, destinata in Val Sugana, è inviata, per ferrovia, a Bassano, ove sosta fino al 17, per riprendere il giorno seguente il trasferimento per lo zona fra Primolano, Fonzaso, Arten, Fastro, Arsiè.
Nei giorni 5 e 6 maggio due battaglioni del 136° sono inviati e Grigno e Cinte Tesino ed adibiti a lavori di rafforzamento, a disposizione del comando del settore Brenta-Cismon.
Il 20 maggio il comando della brigata si trasferisce ad Imer per assumere la difesa del sottosettore Vanoi-Cismon, nel quale sono schierati reparti di altri reggimenti.
Frattanto il 135° è impegnato in lavori di rafforzamento a Brocon ed il 136° assume la difesa del tratto di fronte che dalla sinistra del Brenta va alle falde del M. Levre.
Il 9 giugno il comando della brigata è inviato ad Ospedaletto por assumere la difesa dello sbarramento di Val Brenta tenuto a sinistra - come si è detto - dal 136° ed a destra dall’83° fanteria. Detti reparti hanno ordine di spingere la propria occupazione in avanti fino a raggiungere le linee del Chiepina e di Val Maora.
Il 136° occupa il 10 i paesi di Villa ed Agnedo e si collega a Strigno con reparti della 15ª divisione (222° fanteria) operante sulla destra, mentre l’83° spinge ricognizioni verso M. Civaron. Il 16 giugno i due reggimenti avanzano: il primo verso il T. Maso ed il secondo oltre la Val Coalba rafforzandosi subito sulle posizioni raggiunte. Il 20 giugno il 135° sostituisce l’83° e in tal modo la « Campania » è nuovamente riunita. Il 25 giugno una compagnia nemica tenta di attaccare, sul costone occidentale di Val Maora, un reparto del 135° che la liscia avvicinare fino a breve distanza e poi la respinge infliggendole gravi perdite in uomini e materiali. Intanto reparti del 136° spintisi oltre il Chiepina, riescono a catturare, il 27 giugno, una numerosa pattuglia nemica.
Il 28 elementi del 135°, agendo in appoggio della brigata Siena, che opera contro il M. Civaron, oltrepassano il T. Coalba ed occupano diverso case sulla sua sinistra diventate nidi di mitragliatrici nemiche; il 2 luglio è occupata Casa Sorgente.
Durante i mesi di luglio e di agosto continua l'azione dimostrativa intesa ad alleggerire la pressione sulle unità laterali.
Il 30 agosto ed il 1° settembre il nemico, preceduto da intensa preparazione di artiglieria, lancia un attacco in forza contro la fronte del 135° che lo respinge completamente ma perde 4 ufficiali e 131 militari di truppa.
Il 19 settembre la « Campania» concorre dimostrativamente ad un attacco a fondo della 15ª divisione; per assolvere tale compito essa spinge un battaglione (II) del 136° a cavaliere delle direttrici di Ponte sul Chiepina della Strada Imperiale, Stazione di Villa-Agnedo-Strigno, Ponte sul Maso e Ponte sul Chiepina di Villa, Villa, q. 356, linea del T. Maso. L’avanzata procede bene; la q. 356 è occupata, ed i reparti si accingono a rafforzarvisi, quando gli eventi dei reparti operati sulla destra li obbligano a ripiegare ordinatamente sulle posizioni di partenza, conservando però una parte delle posizioni raggiunte.
Il 3 ottobre il 135° è inviato a riposo fra Fastro e Grigno, ma il 15 è richiamato in linea sulla fronte che va dal Ponte di Ivano-Stigno al Vallone sud di Pra della Bella. Il comando di brigata ed il 135° passano alla dipendenza della 15ª divisione, mentre il 136° è a disposizione del comando del settore Valsugana (51ª divisione).
Dopo un periodo di permanenza in linea la « Campania » il 18 dicembre inizia i movimenti per trasferirsi a riposo ed il 22 è riunita nella zona fra Fonzaso - Lamon - Fastro-S. Vito, ove trascorre il resto dell'anno.
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