E’ un caldo pomeriggio d’inizio estate e il sole già sta velandosi mentre mi avvicino alla spiaggia durante questa mia passeggiata in assoluto relax.
L’aria è leggera e posso respirare il mare a pieni polmoni mentre lo guardo far capriole, instancabile e impertinente come sempre.
Sornione il mio sguardo, lento e vestito di pigrizia, corre tutto attorno, quasi ad abbracciare i confini del visibile, per fermare, in una cornice ideale, questo piccolo quadro di deliziosa pace.
Mi stiracchio con voluttuosa agilità, mentre mi accoccolo sulla sabbia, meditativa e complice dell’atmosfera che mi circonda e mi sembra di non essermene mai andata da lì, quasi che tutti i miei giorni, tutto il mio tempo, non siano stati e non siano, che il continuo appartenere all’armonia che mi è dinanzi.
E mentre fantastico in questo angolo di pace in cui sono miracolosamente entrata, noto qualcuno di fronte a me, parecchi metri più avanti,che, in piedi, mi volta le spalle.
Incuriosita cerco di capire che volto possa avere e quali espressioni possano animare i suoi lineamenti.
In piedi, le braccia portate dietro la schiena, con le mani che si raccolgono a vicenda, egli guarda il mare e intensamente sembra berlo con gli occhi, col corpo, col cuore.
Lo vedo volgersi leggermente di fianco e posso finalmente scorgere i suoi lineamenti per intero.
Un sorriso leggero gli dipinge il viso e sembra che da dentro, dall’anima, miriadi di pensieri lo sfiorino, senza peraltro turbarlo, agitarlo, senza alterare minimamente quella serenità che lo veste.
Ancora il capo si volge e gli occhi seguono l’orizzonte. E via via corrono là dove il mare, lontano, incontra la terra in una striscia sottile.
Cosa cercano i tuoi occhi, silenzioso viandante?
Lontane, le barche percorrono le loro strade di spuma, mentre il sole le saluta e lentamente abbandona il giorno.
Penserai a ricordi lontani o a progetti futuri? Quante e quali spiagge vorrai ancora solcare per catturare da ognuna il fascino della simbiosi col mondo, con l’universo?
Hai favole antiche da raccontare? Hai nuove avventure da intraprendere, nuove terre da esplorare? O sei solamente stanco e desideri un attimo di riposo, un istante di solitudine?
Lentamente il tuo capo ruota a guardare il cielo alto, azzurro, tiepido di sole che muore.
Vedo il tuo petto allargarsi in un respiro profondo, sereno, pieno.
Sciogli le mani e porti le braccia ad incrociarsi davanti al petto, serio e severo mentre contempli davanti a te.
Muovi qualche passo verso la sabbia umida, avvicinandoti all’acqua che rivola e saltella baciando la terra, quando la incontra.
Come si può essere così vicini al mare e non toccarlo? E infatti ti chini a raccogliere gocce salate con le dita leggere, ed ecco…
Improvvisamente allarghi le braccia e le getti in alto, aperte a raccogliere il cielo.
Non so dire se stai ridendo. Sembri felice. La tua mimica mi affascina, e resto rapita a seguire i tuoi gesti quasi come fosse una danza a cui ogni movimento è lasciato il compito di raccontare un’emozione, un pensiero.
In questo tardo pomeriggio d’ inizio estate, io e te siamo attori e spettatori; e la storia che raccontiamo è per ognuno diversa e per ognuno essenziale.
Non conosco i tuoi pensieri, non conosco chi tu sia.
C’è però una pacatezza, una serenità evidente che ti anima e che mi affascina.
Saranno giovani storie quelle che ti stai raccontando o sono bilanci di una vita che passa?
Così assorta a fantasticare su questo sconosciuto, quasi non mi accorgo subito che qualcuno è sopraggiunto.
Una giovane coppia si avvicina e il bambino tra i due si dimena e lasciando le mani che lo stringono, comincia s correre verso lo sconosciuto.
“Nonno! Nonno!...”
Il tuo sorriso leggero si fa grande e ridono i tuoi denti che chiamano, forte, un nome.
Come se uscissi da un quadro, esplode la tua allegria e sei solo per lui, per questo piccolo frugolo che ti si attacca ai pantaloni e farfuglia frasi, risate, giochi.
Lo prendi per mano e lo accompagni lungo il bagnasciuga a cercare tesori, fantastici sogni che solo tu sai scoprire, raccontare.
Mi viene da pensare che sembri qualcuno che abbia iniziato una nuova vita.
Qualcuno che guarda al suo presente con la saggezza di chi conosce già ma che non teme conoscere ancora.
Non saprò mai chi tu sia, sconosciuto passeggero di questo pomeriggio magico.
Ognuno di noi due è stato qui e qui ha lasciato un piccolo incanto, un intenso profumo della sua anima.
Qualsiasi sia la tua strada, sconosciuto viandante, ci sarà sempre una stella ( e forse è proprio qual fanciullo che ride e ti chiama), ad illuminarti la via.
Ne sono certa.
(Dedicato a F. Gamberi)