Enrico Corty. Le chiese della diocesi di Bologna ritratte e descritte

Tomi I-II-III-IV.
(1844-1851)

Nei giorni scorsi ho pubblicato diversi post dedicati alle vecchie chiese di Monterenzio. Per documentarle mi sono avvalso di antiche stampe appartenenti alla mia collezione corredandole con la trascrizione, per intero, dei testi che le illustravano. Stampe litografiche e testi erano, in origine, pagine dei libri “Le chiese della diocesi di Bologna ritratte e descritte”, pubblicati tra il 1844 e il 1851. Qualcuno le ha separate dai libri originali per poterle vendere singolarmente. Purtroppo vige questa barbara prassi, ormai consolidata.

Le chiese della diocesi di Bologna ritratte e descritte è un’opera che ha un grande valore storico e documentaristico. Enrico Corty e Compagno, assieme a quanti hanno contribuito alla sua realizzazione, hanno compiuto un atto pionieristico, realizzando un vero e proprio censimento con esplorazione in loco delle chiese della Diocesi di Bologna, di quel tempo.

La pubblicazione del materiale raccolto dal Corty avvenne in forma di dispense, inizialmente vendute al costo di 30 Baiocchi l’una. Ogni dispensa conteneva le litografie e i testi di due chiese. In questo modo vennero illustrate e descritte sia le chiese di città che quelle del territorio extra cittadino. Il completamento dell’enorme lavoro di ricognizione e di reperimento delle notizie si protrasse per ben sette anni. In tempi successivi, le dispense furono riunite in quattro Tomi.

Dalla sua pubblicazione in poi, Le chiese della diocesi di Bologna ritratte e descritte compare in moltissime bibliografie stilate da storici e ricercatori. La sua consultazione preliminare è fondamentale, prima di avventurarsi nella ricerca storica sulle chiese parrocchiali della Diocesi bolognese. Di essa si sono giovati tutti coloro che hanno scritto su questi argomenti, da dopo la sua pubblicazione fino ai giorni nostri.

Una delle cose che più ho apprezzato, di quest’opera, sono le belle immagini delle chiese che precedono i relativi testi descrittivi. Le litografie, tutte di mano del Corty, mostrano in vista prospettica gli edifici ecclesiastici. Alcune chiese sono ritratte più da vicino, altre più da lontano. Tutte però sono proposte all’interno del contesto che le circondava.

Questa caratteristica fa si che le suddette immagini, oggi, proprio per le informazioni paesaggistiche contenute, vengano utilizzate per comprendere quali sono stati i cambiamenti d’uso dei suoli e delle colture, dal tempo in cui Corty le ritrasse.

Non solo le indicazioni paesaggistiche sono importanti, però. Dalle incisioni si ricavano anche notizie sulla caratteristiche architettoniche delle chiese. Forma e volumetria dell’edificio: navata, forma del tetto, presenza o meno di cappelle laterali, di sagrestia, di canonica, di campanile. Aspetto architettonico esterno: facciata con presenza o meno di timpano con o senza cornici, presenza o meno di paraste, portale e finestre con o senza cornici. Tutte informazioni nel caso si volesse procedere con interventi di restauro o di ripristino degli edifici.

Ulteriori notizie sulla chiesa e la sua parrocchia si ricavano dalle pagine, una o più di una, che corredano l'immagine della chiesa. Contengono informazioni storiche, geografiche, statistiche e artistiche su di essa.

La descrizione del territorio parrocchiale comprende informazioni relative alla sua dislocazione geografica rispetto a Bologna e la sua distanza da essa e viene specificato da quali amministrazioni, civili e religiose, essa dipende (Governo, Comune, Plebanato). A volte viene indicata la derivazione o l’origine del nome del luogo geografico ove sorge la chiesa, oltre alle notizie storiche più antiche che lo riguardano e le vicende che il territorio parrocchiale e la sua popolazione hanno patito.

Per quanto riguarda l’edificio ecclesiastico, troviamo notizie sulla sua fondazione e vengono descritte le sue caratteristiche interne: tipologia di soffitto e, per alcune chiese vengono indicate anche le dimensioni dell’aula (nelle misure correnti del tempo, piedi bolognesi). Viene data notizia della presenza di cappelle, del loro numero e la loro descrizione. Sono illustrati gli altari presenti, ma anche la descrizione delle opere di arte sacra in esse contenute. Viene segnalata la presenza o meno di una cantoria, di un organo, di un battistero.

Sono riportate anche notizie riguardanti la parte prettamente amministrativa della chiesa, indicando la presenza di eventuali benefici soggetti a detta chiesa, le presenza di chiese sussidiali, l’esistenza o meno di oratori con l’eventuale numero e Titolo. Troviamo nota anche dei nomi dei parroci, con i loro meriti, oltre a data e tipo di eventuali restauri a cui è stata sottoposta la chiesa o parti di essa.

Inoltre, troviamo notizie riguardanti l’amministrazione civile del territorio troviamo l’indicazione del governo e del comune da quale dipende, i confini territoriali, il numero delle anime, la caratteristiche fisiche del territorio, il clima, la presenza o meno di artigiani, la vocazione agricola. la distanza da Bologna.

Tutto questo viene illustrato in una o più pagine di testo, ripartito su due colonne, che comincia con un bel capolettera decorato con motivi floreali.

Al contrario delle litografie di cui possiamo dire con certezza il nome dell’autore, per i testi descrittivi ci sono delle eccezioni. In alcuni casi sono siglati con una lettera maiuscola seguita da un punto, in altri casi compare il nome, altri ancora sono anonimi. Per quanto riguarda le chiese di Monterenzio, gli autori sono tre. i testi delle chiese di S. Alessandro di Bisano, Castelnuovo di Bisano, Pizzano, Sassuno e Farneto sono siglate con la lettera T. Le chiese di Cassano, Rignano, Querceto e Sassuno sono firmate G. F. Rambelli. La chiesa di Santo Stefano di Monterenzio è firmata Dottor A. Zappoli.


> Ma chi era Enrico Corty?

Sono poche le notizie biografiche che sono riuscito a reperire su di lui. Il suo nome per intero era Giovanni Enrico Corty. Nacque a Schwerin, in Germania, nel 1808. Era un pittore svizzero-tedesco che si trasferì a Bologna con l’intento di esercitare il mestiere di cartografo. Nella corso della sua attività, non si dedicò solamente ai suoi libri sulle chiese ma produsse anche piante di città (Bologna, Mantova, Firenze, Roma, Piacenza e Guastalla, San Giorgio di Piano) e vedute paesaggistiche. Come incisore, oltre ad eseguire opere sue, produsse anche su disegno di altri. Corty terminò male la sua vita. La notizia la apprendiamo da Carlo Lozzi, autore della "Biblioteca istorica della antica e nuova Italia: saggio di ..., Volume 1" che a pag.159 scrive "il Corty..., fini assai male i suoi giorni, dacchè l’aver bazzicato e ritratte tante chiese e canoniche non lo salvò dalla tentazione di far carte monetate false, e da conseguente grave condanna"Enrico Giovanni Corty morì a Bologna nel 1860.


> Come fu accolta l'opera del Corty?

Purtroppo la pubblicazione delle dispense fu accolta con scarso interesse dai lettori e non portò al Corty il riscontro economico sperato. Egli dovette affrontare notevoli difficoltà economiche e, alla fine, dovette cedere in blocco la sua opera, quasi a peso di carta.


> Quali furono le motivazioni che spinsero il Corty ad avventurarsi in questa impresa?

Non è chiaro se ricevette sollecitazioni da parte di committenti. Le sole cose che sappiamo le apprendiamo dallo scritto che compare nella copertina di alcune dispense.

“Non è molto tempo che percorrendo le amene campagne della Bolognese Provincia, trattovi da mie particolari incombenze, ebbi a scuotermi di spesso, perchè l’amenità e la fertilità delle vaste pianure, la gradevole e pittoresca maestà delle colline, il serpeggiare dei torrenti, e tutto insomma richiamava alla mia mente le soavi emozioni provate altre volte, negli anteriori miei viaggi per l’Italia, e di là dell’Apennino e delle Alpi. Quante volte vedeva da lungi la cima d’un campanile, o il tetto di una chiesuola sovrastare alle circostanti capanne ed alle piante vicine; e quante sulla cima di un monte sorgere maestosa una Chiesa e dominare tutto intero il soggetto terreno, ivi traeva: e stanco del viaggio, trovai di spesso ospitale accoglienza negli Ecclesiastici, che con piacevoli narrazioni di quei luoghi facevan nascere in me il desiderio di tenerne memoria: onde tosto apriva il mio Albo, e come meglio per me si poteva, vi disegnava in abbozzo le prospettive, scrivendovi a piedi quelle memorie istoriche, che la cortesia mi avea favorite.

Ogni volta poi che qualche cultore delle Arti Belle venne a porre l’occhio su questa mia fatica, unanimamente fui consigliato di perpetuare con le stampe a memoria di quei luoghi per me tanto cari, aggiugnendo ad ogni disegno, ritratto esattamente dal vero, la sua descrizione Artistica, Storica, Geografica, Statistica; ed unendo a quelle di Villa, le altre Parrocchie di città, formare con ciò un’opera che a molti sarebbe caro possedere.

I Consigli degli amici non andranno, spero, vuoti d’effetto, chè persuaso della pubblica approvazione, ed incoraggiato dall’assistenza di un gran numero di quegli Ecclesiastici che reggono le chiese per me disegnate, mi sono unito ad un compagno per pubblicare la mia operetta. E noi procureremo che l’Edizione sia economica ed elegante nel tempo stesso, e che il prezzo mite ne faciliti l’acquisto a chicchessia.
Bologna il 14 Settembre 1844.

ENRICO CORTY E COMP. ”.

Dispensa 68
T. III. QUADERNO 31 e 32 Bai. 30
Pegola, Trasasso, Anconella, e Bibolano.
Pubblicazione di Agosto 1850.

> E i sui libri, dove possiamo vederli e consultarli?

Concludo questo scritto su Le chiese della diocesi di Bologna ritratte e descritte con alcune informazioni su dove poter consultare l’opera del Corty, in originale e in copia anastatica. Se abitate a Bologna o in provincia, vi piace andare per biblioteche e respirare l’atmosfera e l’odore dei libri, vi consiglio di sicuro la Biblioteca dell’Archiginnasio. Presso molte altre biblioteche potrete consultare le stampe anastatiche dei quattro tomi del Corty, che l’Editore Forni produsse nella seconda metà degli anni’70. Vedi il catalogo online del Polo Bibliotecario Bolognese e verifica la disponibilità dei libri.


> E se qualcuno volesse acquistare l’opera?

In alcune librerie specializzate si possono ancora trovare, a prezzi abbordabili, le suddette copie anastatiche prodotte dall’Editore Forni.


> Un’alternativa per gli appassionati collezionisti di libri rari e per chi può spendere molto?

Certamente. Ci sono due alternative. La prima è recarsi presso un negozio specializzato in libri antichi. La seconda è sfruttare le opportunità che offre la ricerca in rete.
Si possono trovare on-line rare edizioni originali dell’opera del Corty. Vengono vendute a cifre variabili, ma comunque notevoli. (La variabilità dei prezzi dipende della completezza del corredo di tavole e fascicoli di testo, dallo stato di conservazione e dal pregio dell’edizione. Ho visto in vendita i quattro libri a prezzi che vanno da €. 3.200,00 a 7.000,00.

Link: €. 3.200,00

Link: €. 3.700,00

Link: €. 7.000,00


Spero di avervi incuriositi, perciò vi auguro
Buona lettura




Corty-Le chiese della diocesi di Bologna ritratte e descritte-4 Tomi

 

  • L'immagine riproduce i quattro tomi dell'opera del Corty
    Ristampa anastatica a cura dell'Editore Forni - 1976
    © Copyright dell'Editore - Tutti i diritti sono riservati
    Collezione Atti

 


Vedi la scheda del libro

 

 


 

Le antiche Chiese di Monterenzio

L'attuale conformazione territoriale e amministrativa di Monterenzio è la risultante dell'aggregazione forzata, avvenuta in epoca post-unitaria, di undici territori ben distinti, popolati da antiche comunità. Ognuna di queste comunità aveva eretto i propri edifici di culto; chiese, oratori, cappelle, cimiteri.

Queste costruzioni sono la testimonianza della fede religiosa che pervadeva gli antichi abitanti di questi luoghi. Sono giunte fino a noi superando le insidie del tempo, dei sommovimenti tellurici, degli eventi climatici, delle guerre.

Nel corso dei secoli, gli edifici sono stati riparati, restaurati, modificati, adeguati ai nuovi canoni derivati dal rinnovamento liturgico. Alcune vecchie chiese, purtroppo, hanno subito l’abbandono da parte dei fedeli, che si sono trasferiti altrove e ne hanno erette delle nuove, in posizioni più comode.

Ad oggi, sul territorio di Monterenzio, tra chiese e oratori, sono censiti 12 edifici di culto, che datano dal XII sec. al XX sec. Di tutti questi edifici, solo alcuni svolgono ancora la loro funzione; cinque. I restanti o sono danneggiati o sono caduti in disuso. Una chiesa è stata dismessa.

Qui sotto, trovate i nomi di 10 chiese. Ogni nome è già, o diventerà, un link (al momento, otto sono già attivi; gli altri lo diventeranno nei prossimi giorni). Ognuno di essi vi porterà a visitare le pagine dedicate a quella specifica chiesa. Vedrete la sua immagine, come apparve nella prima metà dell'800 all'artista che la ritrasse dal vero, corredata notizie aggiornate all'epoca.

Tutte le informazioni che leggerete sono state tratte dalla monumentale opera "Le chiese parrocchiali della diocesi di Bologna, ritratte e descritte" edita dalla Litografia Marchi e Corty, Tipografia di San Tomaso d'Aquino, 1844/1851.(1) 

PS: Le illustrazioni che vedrete sono riproduzioni di vecchie stampe, facenti parte della mia collezione. Le ho rinvenute nel corso di numerose visite a mercatini e negozi che vendono materiale d'epoca; oggetti vari, libri, stampe. In origine erano pagine di libri. Qualcuno le ha separate dai libri originali per poterle vendere singolarmente. Purtroppo vige questa barbara prassi, ormai consolidata.

(1) L'opera del Corty, è conosciuta per essere la più vasta esplorazione delle chiese della Diocesi di Bologna di metà '800 e raccoglie la storia di tutte le parrocchie esistenti all'epoca della realizzazione dei libri. La sua pubblicazione richiese tempi lunghissimi, ben sette anni. Inizialmente, venne concepita come una pubblicazione a dispense, in seguito riunite in quattro Tomi.
Ogni singola chiesa viene illustata graficamente mediante una litografia, con la quale il Corty mostra come si presentava l'edificio ecclesiastico nel momento in cui egli ne eseguì il ritratto dal vero. All'immagine della chiesa seguono una o più pagine di testo contenenti informazioni storiche, geografiche, statistiche e artistiche su di essa.

 

 

Chiesa di S. Alessandro di Bisano     Chiesa di Santa Maria e San Giuseppe di Cassano   Chiesa di San Giovanni Battista di Castelnuovo  
   Bisano                                              Cassano                                           Castelnuovo di Bisano

Chiesa di San Pietro Apostolo del Farneto di Montecerere   Chiesa di Santo Stefano di Monterenzio   Chiesa di San Biagio di Pizzano  
   Farneto                                             Monterenzio                                     Pizzano

Chiesa di San Benedetto di Querceto   Chiesa di San Cassiano di Rignano   Chiesa di Santa Maria e Pietro di Sassonero

   Querceto                                          Rignano                                            Sassonero

Chiesa di San Michele e Cristoforo di Sassuno

 

 

 

 

 

                                                            Sassuno                                      



  • Le immaginette riproducono delle stampe tratte dai libri
    "Le chiese parrocchiali della diocesi di Bologna, ritratte e descritte"
    Tomi I° e II° - Anni della pubblicazione dei tomi 1844 e 1847
    (Collezione Atti)

 


 

Un quadro di Martuffi Silla detto Mar Silla-Fiumetto

 
Un quadro di Martuffi Silla detto Mar Silla "Fiumetto di Monterenzio"

Martuffi Silla, detto Mar Silla, è un pittore appartenente alla Scuola Emiliana. Nato a Cento (FE) nel 1902 è morto a Bologna nel 1979.

Il territorio di Monterenzio, caratterizzato da un clima mite, si estende su vallate e dolci colline ricoperte da una vegetazione rigogliosa. È attraversato da corsi d’acqua che scorrono a volte placidi e a volte impetuosi.

Queste peculiarità hanno sempre esercitato su pittori e fotografi una forte attrazione, offrendo loro, in tutte le stagioni, splendidi soggetti da immortalare.

Luci e ombre, una gamma infinita di colori e atmosfere da sogno colpiscono il passante, lasciandogli ricordi e sensazioni indelebili che lo spingeranno a ritornare.

Non di rado, ricercando notizie e materiale sul nostro comune, mi è capitato di imbattermi in immagini fotografiche che immortalavano paesaggi incantevoli, tanto belli da mozzare il fiato.
Due foto, che ho pubblicato per gentile concessione degli autori Vanni Lazzari Matteo Mazzetti , le potete vedere seguendo i link. Sono solo un piccolo esempio delle bellezze del nostro territorio.

Ma non sono solo le fotografie a testimoniare la bellezze del nostro territorio. Lo testimoniano anche quadri di pittori, famosi o meno, che hanno percorso il nostro territorio e ritraendolo su tela.

Uno di questi pittori é Martuffi Silla, detto Mar Silla, che ha dipinto numerosi quadri in estemporanee “en plein air” immortalando viste panoramiche e scorci particolari di Monterenzio.  

Uno dei quadri che Mar Silla ha dipinto dal vero è ritratto in questa foto. Sul retro della fotografia è annotata la dicitura che individua il soggetto del quadro: Fiumetto di Monterenzio.

Purtroppo la foto è in B/N. Peccato, sarebbe stato bello potere vedere con quali colori l’artista ha dipinto il quadro.

Spero di potervi proporre, in futuro, una foto a colori di quest’opera.

Nota: L’amministrazione comunale in carica sul finire degli anni' 50 e la prima Pro Loco, nata nel 1958, promossero fino al’ 62 concorsi estemporanei di pittura. I concorsi, il primo si tenne nel 1959 e l’ultimo nel 1962, richiamarono sul nostro territorio numerosi artisti di fama consolidata e semplici amanti della tavolozza e del pennello (1)
Queste manifestazioni ebbero una vasta eco in ambito nazionale, procurando una certa notorietà al nostro territorio (2)


(1) Potete trovare maggiori notizie sui concorsi estemporanei di pittura e sulle Pro Loco di Monterenzio, negli anni dal’59 al 62, nel libro di Franco Ruscelli: La nascita della Pro Loco di Monterenzio, edito nel 2016.
(2) Link ad Archivio Luce, anno 1962 - Monterenzio: posa della prima pietra per la costruzione del villaggio di giornalisti ed artisti. Presenti alla cerimonia diversi pittori e l'onorevole Elkan.

 

 

Quadro Mar-Silla Fiumetto

 

Vedi un altro quadro di Martuffi Silla su MonterenzioIn

 


 

Marco Atti. Cartolina Monterenzio-Domus mea

Questa rara cartolina appartiene alla mia collezione. Ritrae una casa colonica inserita un paesaggio che non riesco ad individuare. Per realizzarla è stata utilizzata una foto.

L'immagine ritratta nella cartolina è perimetrata da un bordo bianco il cui taglio perimetrale presenta un bordo ondulato irregolare.

Sul dorso della cartolina è stata impressa la tipica ripartizione. Il divisorio riporta nel mezzo la scritta “Ferrania”. Alla sinistra e alla destra del divisorio ci sono gli spazi riservati alla comunicazione del mittente e ai dati del destinatario. Non compare, invece, la posizione per l’affrancatura. 

Ancora sul dorso, in alto a sinistra, la didascalia descrittiva dell’immagine riprodotta sul recto: Domus mea - Monterenzio per Ca’ di Bazzone.

Non compaiono altri dati identificativi ne di chi ha commissionato la cartolina, presumo sia stato il proprietario della casa ritratta, vista la didascalia "Domus mea", ne i codici della cartolina stessa.

La cartolina non è mai stata spedita.

Tutte le cartoline pubblicate in precedenza, sono visibili nella sezione A'marcord --> Vecchie cartoline.

 

Monterenzio-Domus-Mea

  • Paesaggio di Monterenzio - (Località non indicata) 
    Cartolina non viaggiata - anni' 40
    (Collezione Atti)

 

 

 

Puoi vedere le altre cartoline già pubblicate, su Monterenzio e le sue frazioni, cliccando sui nomi sotto riportati

 

 


 

Marco Atti. Cartolina di Monte delle Formiche

Percorrendo la SP7, da Monterenzio in direzione della Raticosa, tra Fiumetto e Savazza si scorge chiaramente sulla destra un rilievo montuoso (638m s.l.m.) caratterizzato da ampi tratti di roccia nuda alternati ad altri ricoperti da alberatura. Questa visione ci accompagnerà, a tratti, fino al ponte di Ca’ di Lavacchio quando la provinciale, dopo averlo attraversato, curverà a sinistra, lasciando il monte alle nostre spalle.

Pur essendo così incombente sul territorio comunale di Monterenzio, il massiccio appartiene al comune di Pianoro ed è la parte terminale di un fronte roccioso che si sviluppa per una quindicina di chilometri attraversando ben cinque valli: Reno, Setta, Savena, Zena, Idice. E’ conosciuto con il nome di Monte delle Formiche. Sulla sua sommità ospita, sin dai tempi antichi, un edificio sacro dedicato alla Natività di Maria Vergine, il cui primo nome fu Santa Maria Barbarese. In seguito la chiesa fu rinominata Santa Maria di Zena. I più la chiamano con il nome di Madonna del Monte delle Formiche.

In questa cartolina, appartenente alla mia collezione, il massiccio del Monte delle Formiche è ritratto in tutta la sua imponenza e asperità. Sulla sommità si scorge la chiesa, nello stato di fatto precedente la seconda guerra mondiale. Bombardata durante il secondo conflitto mondiale, fu ridotta in macerie. Nel dopoguerra, nei primi anni del’50, presero il via i lavori di ricostruzione. La chiesa fu restituita ai suoi fedeli nel 1957.

La cartolina è stata spedita da Monterenzio il 10 luglio 1912, con destinazione Bologna.

Pubblico questa cartolina come curiosità in quanto sul recto, (cioè la parte anteriore della cartolina), è stampata la didascalia “Monterenzio - Monte delle formiche” anche se il soggetto proposto, come detto prima, risiede sul territorio di Pianoro.

PS: Di cartoline aventi come soggetto il Monte delle Formiche e recanti nella didascalia il nome Monterenzio e Monte delle Formiche accomunati ne furono stampate diverse versioni. Esse differiscono per la diversa prospettiva del soggetto, per la composizione delle immagini, per il colore della stampa, per la collocazione della didascalia e il diverso carattere tipografico utilizzato per il testo della didascalia stessa.

Tutte le cartoline pubblicate in precedenza, sono visibili nella sezione A'marcord --> Vecchie cartoline.

 

Monterenzio - Monte delle Formiche (Sulla sommità la chiesa di Santa Maria di Zena)

  • Monterenzio - Monte delle Formiche (Sulla sommità la chiesa di Santa Maria di Zena) 
    MS. 6974 Fotog. Cella - Bologna
    Cartolina viaggiata - anno 1912
    (Collezione Atti)

 

 

 

Puoi vedere le altre cartoline già pubblicate, su Monterenzio e le sue frazioni, cliccando sui nomi sotto riportati

 

 


 

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Il baule dei ricordi

Vecchie cartoline, foto ingiallite dal tempo, foto di guerra, strumenti di lavoro, oggetti del tempo passato...
Riaffiorano i ricordi

 

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 spunta_foto 13 Novembre 2014

"Pro Loco Monterenzio. Assemblea informativa"

Presso la sala consiliare del Municipio di Monterenzio
Via Idice 1
alle ore 20,30

Incontro pubblico informativo "Pro Loco Monterenzio: Sviluppi e possibilità"

Vedi il volantino dell'evento

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 spunta_foto 8 Novembre 2014

"Pattinaggio Monterenzio Saggio d'Autunno"

Presso la palestra Menestrina di Monterenzio
Via Idice 220
alle ore 20,00

Le atlete di "Pattinaggio Monterenzio" 
presentano 

Saggio d'autunno

Vedi il volantino dell'evento

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 spunta_foto 8 Novembre 2014

"30 anni di Pubblica Assistenza"

Presso la sede della Pubblica Assistenza di Monterenzio
alle ore 16,00

La Pubblica Assistenza invita la cittadinanza,
a festeggiare i 

30 Anni di Pubblica Assistenza

Vedi il volantino dell'evento

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 spunta_foto 8 e 9 Novembre 2014

"Festa dei marroni e Mercato contadino"

Presso la Palestra Comunale di Monterenzio

La Polisportiva,
con il patrocinio del Comune di Monterenzio

Vi invita a partecipare alla 

Festa dei marroni e Mercato contadino

Vedi il volantino dell'evento

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spunta_fotoDenise Bartoli
Aiutiamo Denise

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Una bellissima cartolina

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Una bellissima cartolina

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Due bellissime foto di Vanni

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spunta_fotoRoberto Licciardello
Una bellissima foto di Roberto

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spunta_fotoFausto Malpensa
Alcune belle cartoline

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spunta_fotoMatteo Mazzetti
Una bellissima foto di Matteo

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Bellissime cartoline

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Forza ragazzi

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